Se ho capito bene come funziona questa rubrica, devo fare esattamente quello che sto per fare…
Lessi per la prima volta questo libro quando ancora credevo che i libri andassero lasciati intatti e come nuovi, quando non sapevo apprezzare l’odore accumulato di tante mani altrui che li avevano toccati prima di me o il fascino di una sottolineatura, di un appunto glossato a margine. Pertanto, questo libro è così, quasi intonso, in attesa di essere preso di nuovo e, stavolta, vissuto. Prendo un passo quasi a caso.
” ‘Ci vuole un grande talento per eseguire quel brano’ aggiunsi. L’uomo restò in silenzio, come se riflettesse sulle mie ultime parole. Poi mi corresse:
‘Per eseguire quel pezzo ci vuole una grande tecnica. E la tecnica a volte è la contraffazione del talento. Oh, la differenza è minima, impercettibile per chi ascolta. Ma non per chi suona. Con questo non voglio dire che il talento debba esimersi nello sforzo. Sarebbe impossibile. Per raggiungere la perfezione sono necessari tecnica, esercizio e dedizione.’
E dopo un silenzio, indovinando quasi i miei pensieri, continuò: ‘Perché mai, lei si sarà chiesto, un uomo che padroneggia con tanta maestria il violino ha finito per fare il suonatore ambulante in bettole e osterie? Curiosità legittima. E la risposta è semplice: per ambizione. Per il travolgente, rovinoso desiderio di raggiungere la perfezione. Ma che cos’è la perfezione? E’ il punto di fuga di uan strada senza fine, è il miraggio che si sposta davanti a noi, è l’ultimo piolo di una scala circolare.
La perfezione, vede, ha a che fare con l’infinito, ma l’infinito non è solo l’infinitamente grande. C’è anche l’infinitamente piccolo. La perfezione può richiamare l’idea di movimento, ma anche l’idea di rallentamento. La ricerca della perfezione procede con un ritmo che rallenta all’infinito. E’ una progressione continua che tuttavia si riduce a mano a mano che ci si avvicina alla meta.’ “
………la faccenda si complica…….
No Silvia… vale davvero la pena…
si questo l’ho capito leggendo le frasi del libro riportate…..non mi riferivo a quello…..
premesso che la perfezione attiene solo a Dio, per l’uomo può certamente divenire un stimolo per migliorarsi, tenendo però presente che si potrà mai raggiungerla. Ti auguro una buona serata, con amicizia Vito
Dio o non Dio, lo dice anche il nostro personaggio: “la perfezione è il punto di fuga di una strada senza fine, è il miraggio che si sposta davanti a noi…” buona serata a te!
R.F.
Canone Inverso è un libro da leggere almeno due volte. Io sto ad uno e son d’accordo con R.F: quando sottolinea la possibile o meno appartenenza a Dio. Personalmente anzi, spererei che non fosse così semplicemente identificabile quella ricerca che ci spinge ogni giorno al seguito della nostra storia… Per l’appunto una strada senza fine, un punto da focalizzare che muta ad ogni nostro passo. A maggior ragione se esso potesse risultare errato…
un abbraccio a tutti.
cla
La spinta per andare avanti la da la voglia di raggiungere gli obiettivi, di superare i propri limiti per porne sempre dei nuovi, ma non necessariamente nella ricerca della perfezione, questo può divenire un ostacolo,……ma poi esiste la perfezione?….. Buona serata, un abbraccio!