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La stufa del B&B...

 

Lago del Turano in Autunno...

 

Senza parole

 

Dick Sick in veste Palpatine... Che la Forza sia con Lui!

 

Il vecchietto di Rob...

 

Una vista meravigliosa...

 

Dick Sick gioca a fare Sampei e...

 

...pesca!

 

Il Nostromo ha avvistato...

 

Massi e il vecchietto di Rob...

 

Dick Sick, nel proprio splendore e.... rullino i tamburi.... finalmente la MIA SOCIA!

 

Lo spazio attorno al Lago

 

Un paesaggio dai colori incantevoli

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Ho avuto una splendida idea…. Potreste dire e chi se ne frega!… Ma sicuramente potrebbe essere un’idea che data la situazione economica dell’Italia, potrebbe aiutare anche tanti di voi a sbarcare il lunario…

E non pensate che sia un’idea fuori legge, tutt’altro, è semplicemente un’idea che risale al semplice e alla logica. Usata, non saprei bene dire per qale motivo, in tempi assai lontani, ma pur sempre valida e come si direbbe oggi: attuale.

L’idea è presto detta…. Non servono giri di parole ne tanto meno perder tempo in inutili ciancerie, eccola….

Me la sono dimenticata!

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Dovrebbe…

Se qualcuno scrive canzoni, è un poeta, se qualcuno regala una rosa, è un poeta, se qualcuno ti parla d’amore, è un poeta, se qualcuno fa del bene, è un poeta, se qualcuno disegna magistralmente, è un poeta… Mi dite come si chiama quello che scrive poesie?

Questa è la nazione dei geni, degli scrittori, dei musicisti, dei pittori, degli inventori… Insomma chi cazzo lavora davvero?

Non è più sopportabile sentirsi un dito puntato solo perchè si ha voglia di fare rumore controsenso. Lasciate che ognuno si esprima come può, lasciate che qualcuno si indigni contro chiunque serva, a suo dire, indignarsi, lasciate che raccontiamo, ognuno a proprio modo, la rabbia che ci pervade e se non vi va di starci a sentire, spegnete il pc o tornate a vedere il vostro Grande Fratello preferito.

Ammazza se rompete il cazzo!

Dedicato a Stefano, Cesira, Marco, Lucrezia, Giandomenico, Vittorio, Nicola, Umberto, Renzo, Riccardo, Viviana, Luisa, Lucia (nome del cazzo… fatti suora, no?), Danilo, Danila, Gennaro, Gioconda (puoi querelare i tuoi genitori per questo), Costabile, Tiziano, Federico, Matteo, Giulia, Giselle, Penelope e Michele. Soprattutto dedicato a me, claudicante nel mio essere.

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Non vorrei diventare miliardario, ne trovare tutte le soluzioni delle problematiche che mi si presentano. Una volta nella vita vorrei semplicemente capire cosa si prova a trovarsi al posto giusto nel momento giusto, invece che essere, come al solito, nel posto del cazzo e nel momento del vaffanculo.

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Riflessione

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…capita che non ti aspetti delle cose. E quando queste succedono, invadono, sia nel bene che nel male.

…capita che credi di esserne fuori e invece ne sei dentro fino al collo.

…capita che ti senti forte ed invece sei debole, ma capita anche il contrario.

…capita che se non hai voglia di fare nulla, forse quello che capita ti fa venire voglia di fare qualcosa.

…capita che ti viene la febbre e sorridi.

…capita che ascolti e ti domandi se ascolterai e se sarai capace di non dire assolutamente nulla.

…capita che hai paura di dire cose sbagliate.

…capita che domani non è ancora domenica, ma poi comunque anche la domenica capita.

…capita che non scrivi perchè le parole che hai vanno solo cancellate.

…capita che se rifletti non capiterebbe.

…capita che tutto quel che capita è capitato.

…capita che se almeno hai un amico, puoi bestemmiare in compagnia.

…capita che se bestemmi, poi le cose non si risolvono.

…capita che annullano un goal in fuorigioco inesistente e il goal lo avevi fatto proprio tu.

…capita che qualsiasi cosa capiti fa parte della vita e poi…

…fra nove milioni di anni, tutto questo che senso avrà?

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Ma quanto costa il dolore? Non ne hai la minima idea e ti perdi nelle tue orme dimenticate nel freddo di una nevicata. Sarà vero che ogni fiocco è dissimile dall’altro? Guardi il cielo e lo vedi piangere. Dovresti farti la barba ma non ne hai assolutamente voglia. Stringi gli occhi al cader della neve che sfiora il tuo viso irrigidito dal tempo. Parole, parole, parole e parole. Te ne avrai sentite scorrere dentro un’infinità. Ne hai ancora di pronte per l’uso eppure ogni cosa sembra rarefarsi.
Ti volti nel tuo letto. Il freddo di quando camminavi in montagna alla ricerca delle tue orme dimenticate da chissà quale viaggio, ti penetra quasi fosse lo sguardo di un vecchio viandante. Torna per un momento la musica jazz. Lasci il corpo libero di ondeggiare, incresparsi, sussurrare.
Socchiudi gli occhi nel ritorno alla realtà.
Le lancette segnano le 2:15. Quanto sarà lunga questa notte. Dove ti trovi? Dove vorresti essere? Quanto devi piangere ancora per capire chi sei?
Già, domani sarà un nuovo giorno, ma finché questa notte avrà l’ardire di non voler finire, il nuovo giorno non arriverà mai. Il soffitto è un labirinto di pensieri che invadono le onde smussate della mente. E’ il calpestio impensato del pavimento eterno. E chi lo avrebbe mai detto che sarebbe stato così poco rifinito? Mattonelle sbiadite, quasi avessero preso il sole dai tempi dei tempi. Il bianco del soffitto avvolge ogni attimo, ma non hai fantasia in questo momento. Vorresti davvero tornare nella tua casa, ascoltare il cinguettio dei tuoi pappagalli, cercare i piedi della sola persona che ti conosce come i risvolti della sua vecchia tuta da palestra. Ma quanto costa scegliere?
Che strano Dio ha mai potuto escogitare una vita fatta di esclusive sofferenze. Nasci per morire e ne sei consapevole. Un percorso verso la morte fatto esclusivamente di penose sofferenze. Quanti saranno stati mai i momenti di vera gioia? Uno? Due? Forse tre…
E quelli di rimpianti? Dio!! Nemmeno perdere il tempo a contarli!
Hai pitturato le pareti della tua casa come fossero le pareti del tuo animo. Hai scelto le tinte, le hai custodite, le hai gelosamente amate quasi fossero le prime esperienze sessuali di una nuova vita. Hai riso di gusto, già, riso di gusto tra il freddo di un giorno che non vuole arrivare.
Ti volti e scruti oltre la tendina della piccola finestra. Fuori una tenue luce giallognola gorgheggia tra le falde del tempo. Domina la scena l’incontrastata malinconia del mondo. Che diranno tutti cani randagi che circolano liberi da catene? Non vedi l’ombra di nessuno ad infrangere quel giallo ocra dal sapore di notte.
Aveva ragione Mauo, è strano come ogni volta che ti vien voglia di piangere la gola percepisca il tuo stato d’animo molto prima degli occhi. Quando questi si annebbiano già un morso di chiusura invade tutti i tuoi muscoli. Non perdona la malinconia. Non ti lascia nemmeno fossi sull’orlo della felicità. E’ strano come si possa camminare su di un burrone senza parapetto dove se da una parte il vuoto ti conduce ad uno stato di inebriata felicità, dall’altro il nero della profondità trattiene i tuoi muscoli quasi fosse collante d’acero.
Tanto domani sarà un altro giorno, basta semplicemente addormentarsi.

…to be continued…

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