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Posts Tagged ‘dick sick’

La stufa del B&B...

 

Lago del Turano in Autunno...

 

Senza parole

 

Dick Sick in veste Palpatine... Che la Forza sia con Lui!

 

Il vecchietto di Rob...

 

Una vista meravigliosa...

 

Dick Sick gioca a fare Sampei e...

 

...pesca!

 

Il Nostromo ha avvistato...

 

Massi e il vecchietto di Rob...

 

Dick Sick, nel proprio splendore e.... rullino i tamburi.... finalmente la MIA SOCIA!

 

Lo spazio attorno al Lago

 

Un paesaggio dai colori incantevoli

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Ma tu guarda se tocca esse amico di un vippe!!!!!!

 Esiste un link dove trovate questo Ebook… ah, sì, questo è il link in questione…

Dunque è un Ebook, è da Eleggere, non perchè io lo abbia Eletto

o perchè sia stato un Eclochard…

Ma proprio perchè ne vale la Epena…

Ma se siete antichi come l’autore del libro,

potete ordinarlo Cartaceo allo stesso Link…

Ora no, per farmi i cazzi vostri, ma invece che regalare i soliti cotton fiocche,

o le aspirine effervescenti al gusto di rabarbaro, dico… non sarebbe meglio regalare un libro…

almeno qualcuno lo legge, se sa leggere,

altrimenti se non sapesse legge ma dovesse avere bisogno di carta iggggienica…

insomma avete capito, no???

Spendeteli sti du euri e compratevello, il libro…

Almeno posso dire di avere l’autografo di un VIPPE…

volete mette????

Un libro autografato da Dick Sick in persona…

Never Cazz (mica cazzi!!!)

Parola di AMICO

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…capita che non ti aspetti delle cose. E quando queste succedono, invadono, sia nel bene che nel male.

…capita che credi di esserne fuori e invece ne sei dentro fino al collo.

…capita che ti senti forte ed invece sei debole, ma capita anche il contrario.

…capita che se non hai voglia di fare nulla, forse quello che capita ti fa venire voglia di fare qualcosa.

…capita che ti viene la febbre e sorridi.

…capita che ascolti e ti domandi se ascolterai e se sarai capace di non dire assolutamente nulla.

…capita che hai paura di dire cose sbagliate.

…capita che domani non è ancora domenica, ma poi comunque anche la domenica capita.

…capita che non scrivi perchè le parole che hai vanno solo cancellate.

…capita che se rifletti non capiterebbe.

…capita che tutto quel che capita è capitato.

…capita che se almeno hai un amico, puoi bestemmiare in compagnia.

…capita che se bestemmi, poi le cose non si risolvono.

…capita che annullano un goal in fuorigioco inesistente e il goal lo avevi fatto proprio tu.

…capita che qualsiasi cosa capiti fa parte della vita e poi…

…fra nove milioni di anni, tutto questo che senso avrà?

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Pensavate che l’Uomo ai Fornelli fosse evaporato in un pentolone d’acqua o sbruciacchiato nel fondo di un soffritto di cipolla… e invece no, era semplicemtne stato rinchiuso nel suo tinello dal rè della tarrrrvtare di Padova che, scoperta la pubblicazione di una ricetta non originale, era rosolato dalla rabbia con rosmarino e origano e mandato a Roma il suo fido din don Dan per porre giustizia. Tuttavia, grazie alla mia intima amicizia con McGyver sono riuscito ad uscire dal tinello e armato di forchettone in legno e parannanza, sono tornato ai fornelli per un nuovo gustosissimo piatto invernale…

Eccoci dunque al Risotto con Castagne, Uva e corteccia di sughero. Premetto immediatamente che la corteccia non si mangia, questo ovviamente lo dico principalmente a Roberto che già lo immagino costretto alla poltrona del dentista per risistemare quei quattro dentacci che gli sono rimasti. La corteccia di sughero serve semplicemtne per fare il brodo, che ora verrò a spiegare.

Si avvvina Natale e invece di preparare il solito e smunto presepe, nemmeno in terra cotta, ma in plastica per risparmiare quei pochi euro accantonati dopo i salassi governativi, prendete la corteccia con la quale avevate idea di costruire la capanna (considerate che il fido Dick Sick, ha iniziato a preparare la capanna all’età di 5 anni e data la sua proverbiale manualità, è previsto che al festeggiamento del suo 27esimo compleanno, dovrebbe essere completata) deponetela in una pentola piena d’acqua e fatela sterilizzare a 130° per una quarantina di minuti.

PS (per Roberto): i restanti pezzi del Presepe non servono, pertanto lasciali sul mobile che ha costruito papà e spolverato mamma.

Torniamo a noi. Dopo i quaranta minuti trascorsi, tagliatela in quadrati di 5 per 5 cm, fatela lessare in acqua salata per una ventina di minuti e lasciatela in acqua finchè il non sia raffreddata in modo che tutto l’aroma del legno si trascerisca nel brodo. Una volta che l’acqua è fredda, scolatela e mordetela… FERMIIIII, scherzavo… Scolatela e tenete da parte il brodo.

Ora, in una padella sufficientemente larga fate rosolare della cipolla con un filo d’olio extra vergine di oliva, bagnate con della birra rossa artigianale, possibilmente doppio malto e lasciate evaporare. Passaggio assai fondamentale è che per la costruzione di questa pietanza vengano adoperate esclusivamente posate in legno. Prendete nota e ricordate.

Andiamo avanti. La base del nostro risotto è pronta. Aggiungete il riso (consiglio personalissimo, il Superfino Carnaroli della Barraggia Vercellese si addice alla perfezione) e mondate con il brodo ottenuto dalla corteccia di sughero. Lasciate cuocere per una decina di minuti e aggiungete del sale, del pepe, non tritato ma battuto al mortaio, una grattata di noce moscata e una battuta di coriandolo. Trascorsi ulteriori dieci minuti incorporate le castagne pelate che preventivamente avrete fatto bollire. Per una maggiore amalgama potrete metterne una metà spezzate in quattro parti e una metà ben tritate a mano. Continuate a cuocere aggiungendo del brodo e quando il riso sta per giungere a cottura, aggiungete gli acini di uva tagliati a metà e privati di buccia e semi. Una volta che il riso è pronto, lasciate riposare coperto per circa 3/4 minuti aggiungendo in pentola qualche rosa di burro.

Per una tipologia di piatto di questo genere si consiglia la compagnia di amici veri o della propria metà. Personalmente arriverei ad un massimo di sei persone sia per gustare il piatto che le sensazioni. Impiattando il riso, potrete guarnire con i quadrati di corteccia e un giro di pepe bordo piatto. Come ben sapete, non si può mangiare senza accompagnare il tutto con del buon vino. Ne consiglio uno di estremo corpo e rigore come il Vassallo di Colle Picchioni (Lazio) dal colore rubino e dai sentori di viola, giaggiolo e pinoli.

Detto questo, buon appetito e a presto, sempre che il campanaro e il rè non mi vogliano rinchiudere nuovamente!!!

Ingredienti per 4 persone

– 300 g di riso Superfino Carnaroli della Barraggia Vercellese (consigliato Azienda Agricola Egidio Marinone)

– 250 g di corteccia di sughero

– 100 g di uva rossa

– 160 g di castagne

– 2 dl di birra rossa artigianale doppio malto

– olio extra vergine di oliva, pepe, sale, noce moscata, coriandolo, cipolla

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“Il mio tempo è una lancetta che gira al contrario”

Qualcuno proverà a dire che è un plagio… non credetegli… Lui è un brutto ceffo, magro e coi capelli neri, neri… sembra Calimero (ma più brutto, tanto più brutto… più brutto al punto tale che la Morte quando l’è andato a chiamà e l’ha visto, si è suicidata lei)…

Non credete a quel Dick falso e tendenzioso, non credete alla sua vocetta frammistata a strani suoni onomatopeici… non credete al vuoto che l’avvolge e soprattutto… ANCORA STATE A LEGGERE?????

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“Occhi di un DICK minore!”

Il nuovo capolavoro cinematografico… il sequel di “Figli di un dio minore”, ed il prequel di “Apri gli Occhi, coglione!”….

Dedicato a te, DICK…eccazzo!

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In fin dei conti basta poco, davvero poco. Ed eccoci.

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