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Tutto il resto sono chiacchiere… 22 uova di pasta fatta in casa per realizzare tortellini alla modenese, ravioli ricotta e spinaci, fettuccine e maltagliati… il tutto per giocare a sentirsi vivi…

Poi, le cose tornano quelle che sono, gli attimi si susseguono,

le risate svaniscono al chiudersi delle porte,

gli sguardi si celano in risvolti di voglie…

Domani è sabato e poi arriverà domenica.

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Riflessione

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Pensavate che l’Uomo ai Fornelli fosse evaporato in un pentolone d’acqua o sbruciacchiato nel fondo di un soffritto di cipolla… e invece no, era semplicemtne stato rinchiuso nel suo tinello dal rè della tarrrrvtare di Padova che, scoperta la pubblicazione di una ricetta non originale, era rosolato dalla rabbia con rosmarino e origano e mandato a Roma il suo fido din don Dan per porre giustizia. Tuttavia, grazie alla mia intima amicizia con McGyver sono riuscito ad uscire dal tinello e armato di forchettone in legno e parannanza, sono tornato ai fornelli per un nuovo gustosissimo piatto invernale…

Eccoci dunque al Risotto con Castagne, Uva e corteccia di sughero. Premetto immediatamente che la corteccia non si mangia, questo ovviamente lo dico principalmente a Roberto che già lo immagino costretto alla poltrona del dentista per risistemare quei quattro dentacci che gli sono rimasti. La corteccia di sughero serve semplicemtne per fare il brodo, che ora verrò a spiegare.

Si avvvina Natale e invece di preparare il solito e smunto presepe, nemmeno in terra cotta, ma in plastica per risparmiare quei pochi euro accantonati dopo i salassi governativi, prendete la corteccia con la quale avevate idea di costruire la capanna (considerate che il fido Dick Sick, ha iniziato a preparare la capanna all’età di 5 anni e data la sua proverbiale manualità, è previsto che al festeggiamento del suo 27esimo compleanno, dovrebbe essere completata) deponetela in una pentola piena d’acqua e fatela sterilizzare a 130° per una quarantina di minuti.

PS (per Roberto): i restanti pezzi del Presepe non servono, pertanto lasciali sul mobile che ha costruito papà e spolverato mamma.

Torniamo a noi. Dopo i quaranta minuti trascorsi, tagliatela in quadrati di 5 per 5 cm, fatela lessare in acqua salata per una ventina di minuti e lasciatela in acqua finchè il non sia raffreddata in modo che tutto l’aroma del legno si trascerisca nel brodo. Una volta che l’acqua è fredda, scolatela e mordetela… FERMIIIII, scherzavo… Scolatela e tenete da parte il brodo.

Ora, in una padella sufficientemente larga fate rosolare della cipolla con un filo d’olio extra vergine di oliva, bagnate con della birra rossa artigianale, possibilmente doppio malto e lasciate evaporare. Passaggio assai fondamentale è che per la costruzione di questa pietanza vengano adoperate esclusivamente posate in legno. Prendete nota e ricordate.

Andiamo avanti. La base del nostro risotto è pronta. Aggiungete il riso (consiglio personalissimo, il Superfino Carnaroli della Barraggia Vercellese si addice alla perfezione) e mondate con il brodo ottenuto dalla corteccia di sughero. Lasciate cuocere per una decina di minuti e aggiungete del sale, del pepe, non tritato ma battuto al mortaio, una grattata di noce moscata e una battuta di coriandolo. Trascorsi ulteriori dieci minuti incorporate le castagne pelate che preventivamente avrete fatto bollire. Per una maggiore amalgama potrete metterne una metà spezzate in quattro parti e una metà ben tritate a mano. Continuate a cuocere aggiungendo del brodo e quando il riso sta per giungere a cottura, aggiungete gli acini di uva tagliati a metà e privati di buccia e semi. Una volta che il riso è pronto, lasciate riposare coperto per circa 3/4 minuti aggiungendo in pentola qualche rosa di burro.

Per una tipologia di piatto di questo genere si consiglia la compagnia di amici veri o della propria metà. Personalmente arriverei ad un massimo di sei persone sia per gustare il piatto che le sensazioni. Impiattando il riso, potrete guarnire con i quadrati di corteccia e un giro di pepe bordo piatto. Come ben sapete, non si può mangiare senza accompagnare il tutto con del buon vino. Ne consiglio uno di estremo corpo e rigore come il Vassallo di Colle Picchioni (Lazio) dal colore rubino e dai sentori di viola, giaggiolo e pinoli.

Detto questo, buon appetito e a presto, sempre che il campanaro e il rè non mi vogliano rinchiudere nuovamente!!!

Ingredienti per 4 persone

– 300 g di riso Superfino Carnaroli della Barraggia Vercellese (consigliato Azienda Agricola Egidio Marinone)

– 250 g di corteccia di sughero

– 100 g di uva rossa

– 160 g di castagne

– 2 dl di birra rossa artigianale doppio malto

– olio extra vergine di oliva, pepe, sale, noce moscata, coriandolo, cipolla

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Odore, posticcio, di fica.

Annaspo, annuso, sfuggo…

Si perdono le mie dita dentro di te e assaporo un contorno sfocato al mio volere.

Ne godo, dei riflessi spasmodici del tuo corpo.

Ego da maschio non comprendo la tua forza,

la mia,

è vana nel cercare il domani.

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